+DIRETTIVA 2002/87/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 16 dicembre 2002 relativa alla vigilanza supplementare sugli enti creditizi, sulle imprese di assicurazione e sulle imprese di investimento appartenenti ad un conglomerato finanziario e che modifica le direttive 73/239/CEE, 79/267/CEE, 92/49/CEE, 92/96/CEE, 93/6/CEE e 93/22/CEE del Consiglio e le direttive 98/78/CE e 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
---+CAPO I OBIETTIVO E DEFINIZIONI
------+Articolo 1 Oggetto
------+Articolo 2 Definizioni
------+Articolo 3 Soglie per identificare un conglomerato finanziario
---------+Articolo 3 1.
---------+Articolo 3 2.
---------+Articolo 3 3.
---------+Article 3 3a.
---------+Articolo 3 4.
---------+Articolo 3 5.
---------+Articolo 3 6.
---------+Articolo 3 7.
---------+Articolo 3 8.
---------+Articolo 3 9.
------+Articolo 4 Individuazione di un conglomerato finanziario
---------+Articolo 4 1.
---------+Articolo 4 2.
---------+Articolo 4 3.
---+CAPO II VIGILANZA SUPPLEMENTARE
------+SEZIONE 1 CAMPO D'APPLICAZIONE
---------+Articolo 5 Campo d'applicazione della vigilanza supplementare sulle imprese regolamentate di cui all'articolo 1
------------+Articolo 5 1.
------------+Articolo 5 2.
------------+Articolo 5 3.
------------+Articolo 5 4.
------------+Articolo 5 5.
------+SEZIONE 2 POSIZIONE FINANZIARIA
---------+Articolo 6 Adeguatezza patrimoniale
------------+Articolo 6 1.
------------+Articolo 6 2.
------------+Articolo 6 3.
------------+Articolo 6 4.
------------+Articolo 6 5.
---------+Articolo 7 Concentrazione dei rischi
------------+Articolo 7 1.
------------+Articolo 7 2.
------------+Articolo 7 3.
------------+Articolo 7 4.
------------+Articolo 7 5.
---------+Articolo 8 Operazioni intragruppo
------------+Articolo 8 1.
------------+Articolo 8 2.
------------+Articolo 8 3.
------------+Articolo 8 4.
------------+Articolo 8 5.
---------+Articolo 9 Meccanismi di controllo interno e procedure di gestione del rischio
------------+Articolo 9 1.
------------+Articolo 9 2.
------------+Articolo 9 3.
------------+Articolo 9 4.
------------+Articolo 9 5.
------------+Articolo 9 6.
------+SEZIONE 3 MISURE PER AGEVOLARE LA VIGILANZA SUPPLEMENTARE E POTERI DEL COMITATO CONGIUNTO
---------+Articolo 9bis Ruolo del comitato congiunto
---------+Articolo 9ter Prove di stress
------------+Articolo 9ter 1.
------------+Articolo 9ter 2.
---------+Articolo 10 Autorità competente preposta all'esercizio della vigilanza supplementare (coordinatore)
------------+Articolo 10 1.
------------+Articolo 10 2.
------------+Articolo 10 3.
---------+Articolo 11 Compiti del coordinatore
------------+Articolo 11 1.
------------+Articolo 11 2.
------------+Articolo 11 3.
------------+Articolo 11 4.
---------+Articolo 12 Cooperazione e scambio di informazioni tra le autorità competenti
------------+Articolo 12 1.
------------+Articolo 12 2.
------------+Articolo 12 3.
------------+Articolo 12 4.
---------+Articolo 12bis Cooperazione e scambio di informazioni con il comitato congiunto
------------+Articolo 12bis 1.
------------+Articolo 12bis 2.
------------+Articolo 12bis 3.
---------+Articolo 12ter Orientamenti comuni
------------+Articolo 12ter 1.
------------+Articolo 12ter 2.
---------+Articolo 13 Dirigenza delle società di partecipazione finanziaria mista
---------+Articolo 14 Accesso alle informazioni
------------+Articolo 14 1.
------------+Articolo 14 2.
---------+Articolo 15 Verifiche
---------+Articolo 16 Misure di esecuzione
---------+Articolo 17 Poteri supplementari delle autorità competenti
------------+Articolo 17 1.
------------+Articolo 17 2.
------+SEZIONE 4 PAESI TERZI
---------+Articolo 18 Imprese madri in un paese terzo
------------+Articolo 18 1.
------------+Article 18 1a.
------------+Articolo 18 2.
------------+Articolo 18 3.
---------+Articolo 19 Cooperazione con le autorità competenti dei paesi terzi
---+CAPO III ATTI DELEGATI E MISURE DI ESECUZIONE
------+Articolo 20 Poteri conferiti alla Commissione
------+Articolo 21 Comitato
---------+Articolo 21 1.
---------+Articolo 21 4.
---------+Articolo 21 6.
------+Articolo 21bis Norme tecniche
---------+Articolo 21bis 1.
---------+Article 21a 1a.
---------+Articolo 21bis 2.
---------+Articolo 21bis 3.
------+Articolo 21ter Orientamenti comuni
------+Articolo 21quater Esercizio della delega
---------+Articolo 21quater 1.
---------+Articolo 21quater 2.
---------+Articolo 21quater 3.
---------+Articolo 21quater 4.
---------+Articolo 21quater 5.
---+CAPO IV MODIFICHE DELLE DIRETTIVE IN VIGORE
------+Articolo 23 Modifiche della direttiva 79/267/CEE
------+Articolo 25 Modifiche della direttiva 92/96/CEE
------+Articolo 26 Modifiche della direttiva 93/6/CEE
------+Articolo 27 Modifiche della direttiva 93/22/CEE
------+Articolo 29 Modifiche della direttiva 2000/12/CE
---+CAPO V SOCIETÀ DI GESTIONE PATRIMONIALE
------+Articolo 30 Società di gestione patrimoniale
------+Articolo 30bis Gestori di fondi di investimento alternativi
---------+Articolo 30bis 1.
---------+Articolo 30bis 2.
------+Articolo 30 ter Accessibilità delle informazioni tramite il punto di accesso unico europeo
---------+Articolo 30 ter 1.
---------+Articolo 30 ter 2.
---------+Articolo 30 ter 3.
---------+Articolo 30 ter 4.
---------+Articolo 30 ter 5.
---+CAPO VI DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
------+Articolo 31 Relazione della Commissione
---------+Articolo 31 1.
---------+Articolo 31 2.
------+Articolo 32 Attuazione
------+Articolo 33 Entrata in vigore
------+Articolo 34 Destinatari
---+ALLEGATO I
---+ALLEGATO II
English - European Union - Financial Industry - Insurance - Capital Markets -

DIRETTIVA 2002/87/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 16 dicembre 2002 relativa alla vigilanza supplementare sugli enti creditizi, sulle imprese di assicurazione e sulle imprese di investimento appartenenti ad un conglomerato finanziario e che modifica le direttive 73/239/CEE, 79/267/CEE, 92/49/CEE, 92/96/CEE, 93/6/CEE e 93/22/CEE del Consiglio e le direttive 98/78/CE e 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio

DIRETTIVA 2002/87/CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

del 16 dicembre 2002

relativa alla vigilanza supplementare sugli enti creditizi, sulle imprese di assicurazione e sulle imprese di investimento appartenenti ad un conglomerato finanziario e che modifica le direttive 73/239/CEE, 79/267/CEE, 92/49/CEE, 92/96/CEE, 93/6/CEE e 93/22/CEE del Consiglio e le direttive 98/78/CE e 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio

1. Panoramica

,
Titolo Regolamentazione
CAPO I OBIETTIVO E DEFINIZIONI CAPO I OBIETTIVO E DEFINIZIONI
CAPO II VIGILANZA SUPPLEMENTARE CAPO II VIGILANZA SUPPLEMENTARE
CAPO III ATTI DELEGATI E MISURE DI ESECUZIONE CAPO III ATTI DELEGATI E MISURE DI ESECUZIONE
CAPO IV MODIFICHE DELLE DIRETTIVE IN VIGORE CAPO IV MODIFICHE DELLE DIRETTIVE IN VIGORE
CAPO V SOCIETÀ DI GESTIONE PATRIMONIALE CAPO V SOCIETÀ DI GESTIONE PATRIMONIALE
CAPO VI DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI CAPO VI DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
ALLEGATO I




ALLEGATO I

ADEGUATEZZA PATRIMONIALE

Il calcolo dei requisiti dell'adeguatezza patrimoniale supplementare delle imprese regolamentate di cui all'articolo 6, paragrafo 1, è effettuato in conformità dei principi tecnici e in base a uno dei metodi illustrati nel presente allegato.

Fatte salve le disposizioni di cui al capoverso successivo, gli Stati membri consentono alle loro autorità competenti, allorché queste assumono il ruolo di coordinatore riguardo a un determinato conglomerato finanziario, di decidere, previa consultazione delle altre autorità competenti rilevanti e del conglomerato stesso, il metodo da applicare a tale conglomerato finanziario.

Lo Stato membro può stabilire che il calcolo sia effettuato in base a un metodo specifico, tra quelli illustrati nel presente allegato, se a capo di un conglomerato finanziario vi è un'impresa regolamentata autorizzata in tale Stato membro. Qualora a capo di un conglomerato finanziario non vi sia un'impresa regolamentata ai sensi dell'articolo 1, lo Stato membro autorizza l'applicazione di qualsiasi metodo di cui al presente allegato, tranne quando le autorità competenti rilevanti sono ubicate nel medesimo Stato membro, in qual caso quest'ultimo può imporre l'applicazione di uno dei metodi.

I.   Principi tecnici

1.   Forma e portata del calcolo dei requisiti dell'adeguatezza patrimoniale supplementare

Indipendentemente dal metodo applicato, se l'impresa è un'impresa figlia e presenta un deficit di solvibilità, oppure un deficit di solvibilità teorico nel caso si tratti di un'impresa non regolamentata operante nel settore finanziario, il deficit di solvibilità dell'impresa figlia va considerato per intero. Se in quest'ultimo caso, secondo il coordinatore, la responsabilità dell'impresa madre che detiene una quota del capitale è limitata rigorosamente e inequivocabilmente a tale quota di capitale, il coordinatore può consentire che il deficit di solvibilità dell'impresa figlia sia considerato su base proporzionale.

In assenza di legami patrimoniali tra le imprese di un conglomerato finanziario, il coordinatore, previa consultazione delle altre autorità competenti rilevanti, stabilisce la quota proporzionale da prendere in considerazione, tenendo conto delle passività che derivano dai legami esistenti.

2.   Altri principi tecnici

Indipendentemente dal metodo usato per il calcolo dei requisiti dell'adeguatezza patrimoniale supplementare per le imprese regolamentate appartenenti ad un conglomerato finanziario di cui alla sezione II del presente allegato II, il coordinatore, e ove necessario, le altre autorità competenti interessate, provvedono all'applicazione dei seguenti principi:

i) 

deve essere eliminato il computo multiplo degli elementi ammessi per il calcolo dei fondi propri a livello di conglomerato («multiple gearing») nonché ogni altra costituzione indebita di fondi propri grazie ad operazioni interne al gruppo. Al fine di assicurare l'eliminazione del computo multiplo e della costituzione di fondi propri grazie ad operazioni interne al gruppo, le autorità competenti applicano per analogia i principi fissati in materia dalle relative norme settoriali;

ii) 

in attesa di un'ulteriore armonizzazione delle norme settoriali, i requisiti di solvibilità per ognuno dei diversi settori finanziari di un conglomerato finanziario sono coperti da elementi dei fondi propri conformemente alle corrispondenti norme settoriali; in caso di deficit di fondi propri a livello di conglomerato finanziario, solo gli elementi dei fondi propri ammessi ai sensi di ciascuna norma settoriale («capitale intersettoriale») possono essere presi in considerazione ai fini della verifica dell'osservanza dei requisiti di solvibilità.

Se le norme settoriali prescrivono limiti all'ammissibilità di determinati fondi propri classificabili come capitale intersettoriale, tali limiti si applicano mutatis mutandis al calcolo dei fondi propri a livello di conglomerato finanziario.

Nel calcolo dei fondi propri a livello di conglomerato finanziario, le autorità competenti tengono altresì conto dell'efficacia della trasferibilità e disponibilità di fondi propri tra le varie imprese del gruppo, alla luce degli obiettivi delle norme sull'adeguatezza patrimoniale.

Quando, nel caso di un'impresa non regolamentata operante nel settore finanziario, viene calcolato un requisito di solvibilità teorico, conformemente al punto II del presente allegato, si intende per requisito di solvibilità teorico il requisito patrimoniale che l'impresa dovrebbe soddisfare ai sensi delle pertinenti norme settoriali qualora si trattasse di un'impresa regolamentata operante nel settore finanziario interessato; nel caso delle società di gestione patrimoniale per requisito di solvibilità si intende il requisito patrimoniale di cui all'articolo 5 bis, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 85/611/CEE; il requisito di solvibilità teorico di una società di partecipazione finanziaria mista è calcolato in base alle norme settoriali del settore finanziario più importante nel conglomerato finanziario.

II.   Metodi di calcolo

Metodo 1:   Metodo del «consolidamento contabile»

Il calcolo dei requisiti dell'adeguatezza patrimoniale supplementare per le imprese regolamentate appartenenti ad un conglomerato finanziario è effettuato sulla base dei conti consolidati.

I requisiti di adeguatezza patrimoniale supplementare sono calcolati come la differenza tra:

i) 

i fondi propri del conglomerato finanziario calcolati sulla base della posizione consolidata del gruppo; gli elementi ammessi sono quelli stabiliti dalle rispettive norme settoriali;

e

ii) 

la somma dei requisiti di solvibilità per ogni settore finanziario rappresentato nel gruppo; i requisiti di solvibilità per ogni settore finanziario sono calcolati conformemente alle rispettive norme settoriali.

Le norme settoriali sono in particolare il titolo V, capo 3, della direttiva 2000/12/CE per quanto attiene agli enti creditizi, la direttiva 98/78/CE per quanto attiene alle imprese di assicurazione e la direttiva 93/6/CEE per quanto riguarda gli enti creditizi e le imprese di investimento.

Per le imprese non regolamentate operanti nel settore finanziario che non sono incluse nei predetti calcoli dei requisiti di solvibilità settoriali, si calcola un requisito di solvibilità teorico.

La differenza non può essere negativa.

Metodo 2:   Metodo della «deduzione e aggregazione»

Il calcolo dei requisiti dell'adeguatezza patrimoniale supplementare per le imprese regolamentate appartenenti ad un conglomerato finanziarioè effettuato sulla base dei conti di ciascuna impresa del gruppo.

I requisiti dell'adeguatezza patrimoniale supplementare sono calcolati come la differenza tra:

i) 

la somma dei fondi propri di ciascuna impresa regolamentata e non regolamentata, operante nel settore finanziario, appartenente al conglomerato finanziario; gli elementi ammessi sono quelli stabiliti dalle rispettive norme settoriali;

e

ii) 

la somma

— 
dei requisiti di solvibilità di ciascuna impresa regolamentata e non regolamentata, operante nel settore finanziario, appartenente al gruppo; i requisiti di solvibilità sono calcolati in conformità delle rispettive norme settoriali, e
— 
del valore contabile delle partecipazioni in altre imprese del gruppo.

Per le imprese non regolamentate operanti nel settore finanziario si calcola un requisito di solvibilità teorico. Si tiene conto dei fondi propri e dei requisiti di solvibilità ai fini del calcolo della loro quota proporzionale di cui all'articolo 6, paragrafo 4, conformemente a quanto previsto alla sezione I del presente allegato.

La differenza non può essere negativa.

▼M6

Metodo 3:   Combinazione dei metodi

Le autorità competenti possono consentire una combinazione dei metodi 1 e 2.

▼B

ALLEGATO II




ALLEGATO II

APPLICAZIONE DELLE DISPOSIZIONI TECNICHE CONCERNENTI LE OPERAZIONI INTRAGRUPPO E LA CONCENTRAZIONE DEI RISCHI

Il coordinatore, previa consultazione delle altre autorità competenti rilevanti, individua il tipo di operazioni e di rischi che le imprese regolamentate appartenenti ad un particolare conglomerato finanziario sono tenute a segnalare in conformità dell'articolo 7, paragrafo 2, e dell'articolo 8, paragrafo 2, che disciplinano la segnalazione delle operazioni intragruppo e della concentrazione dei rischi. Nel definire o nell'esprimere il loro parere circa il tipo di operazioni e di rischi, il coordinatore e le autorità competenti rilevanti tengono conto della specifica struttura di gruppo e di gestione del rischio del conglomerato finanziario. Ai fini dell'individuazione di significative operazioni intragruppo e di significative concentrazioni del rischio soggette a segnalazione ai sensi delle disposizioni degli articoli 7 e 8, il coordinatore, previa consultazione delle altre autorità competenti rilevanti e del conglomerato stesso, definisce soglie opportune ponendo a base i fondi propri obbligatori e/o le riserve tecniche.

Nella valutazione complessiva delle operazioni intragruppo e della concentrazione dei rischi, il coordinatore tiene sotto controllo in particolare i possibili rischi di contagio all'interno del conglomerato finanziario, i rischi di conflitto di interessi, i rischi di arbitraggio tra norme settoriali e sul livello o volume dei rischi.

Gli Stati membri hanno facoltà di autorizzare le loro autorità competenti ad applicare a livello del conglomerato finanziario le disposizioni delle norme settoriali in materia di operazioni intragruppo e concentrazione dei rischi, in particolare al fine di prevenire l'elusione delle norme settoriali.

1.1 Riferimenti

1.2 Requisiti identificati

1.3 Standard correlati

2. Requisiti identificati

Requisiti
Fonte Requisito

3. Standard correlati

Standard
Fonte Requisito