+Articolo 383 ter Requisiti di fondi propri per i rischi delta e vega
---+Articolo 383 ter 1.
---+Articolo 383 ter 2.
---+Articolo 383 ter 3.
---+Articolo 383 ter 4.
---+Articolo 383 ter 5.
---+Articolo 383 ter 6.
---+Articolo 383 ter 7.
---+Articolo 383 ter 8.
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Articolo 383 ter Requisiti di fondi propri per i rischi delta e vega
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1. Panoramica
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Regolamentazione |
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Articolo 383 ter 1.
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Gli enti applicano i fattori di rischio delta e vega descritti agli articoli da 383 quater a 383 nonies e la procedura di cui ai paragrafi da 2 a 8 del presente articolo per calcolare i requisiti di fondi propri per i rischi delta e vega.
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Articolo 383 ter 2.
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Per ciascuna classe di rischio di cui all’articolo 383, paragrafo 2, la sensibilità dei CVA aggregati e la sensibilità di tutte le posizioni in coperture ammissibili rientranti nell’ambito di applicazione dei requisiti di fondi propri per i rischi delta o vega nei confronti di ciascuno dei fattori di rischio delta o vega inclusi in tale classe di rischio sono calcolate utilizzando le formule corrispondenti di cui agli articoli 383 decies e 383 undecies. Se il valore di uno strumento dipende da diversi fattori di rischio, la sensibilità è determinata separatamente per ciascun fattore di rischio. Per il calcolo delle sensibilità al rischio vega dei CVA aggregati, sono incluse le sensibilità tanto alle volatilità utilizzate nel modello di esposizione per simulare i fattori di rischio quanto alle volatilità utilizzate per rivalutare le operazioni in opzioni in portafoglio con la controparte. In deroga al paragrafo 1 del presente articolo, previa autorizzazione dell’autorità competente, un ente può utilizzare definizioni alternative di sensibilità al rischio delta e vega ai fini del calcolo dei requisiti di fondi propri di una posizione del portafoglio di negoziazione ai sensi del presente capo, a condizione che l’ente soddisfi tutte le condizioni seguenti:
a)
tali definizioni alternative sono utilizzate ai fini della gestione interna del rischio o della segnalazione dei profitti e delle perdite all’alta dirigenza da parte di un’unità indipendente di controllo del rischio all’interno dell’ente;
b)
l’ente dimostra che tali definizioni alternative risultano più idonee a rilevare le sensibilità della posizione rispetto alle formule di cui agli articoli 383 decies e 383 undecies, e che le sensibilità al rischio delta e vega che ne risultano non differiscono sostanzialmente da quelle ottenute applicando le formule di cui rispettivamente agli articoli 383 decies e 383 undecies.
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Articolo 383 ter 3.
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Se una copertura ammissibile è uno strumento su indici, gli enti calcolano le sensibilità di tale copertura ammissibile a tutti i fattori di rischio pertinenti applicando la variazione di uno dei fattori di rischio pertinenti a ciascuna delle componenti dell’indice.
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Articolo 383 ter 4.
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L’ente può introdurre fattori di rischio aggiuntivi che corrispondono a strumenti su indici ammissibili per le seguenti classi di rischio:
a)
rischio di differenziali creditizi della controparte;
b)
rischio di differenziali creditizi di riferimento; e
Ai fini dei rischi delta, uno strumento su indici è considerato ammissibile se soddisfa le condizioni di cui all’articolo 325 decies. Per i rischi vega, tutti gli strumenti su indici sono considerati ammissibili. L’ente calcola le sensibilità del CVA e delle coperture ammissibili a fattori di rischio su indici ammissibili in aggiunta alle sensibilità ai fattori di rischio non inerenti a indici. L’ente calcola le sensibilità al rischio delta e vega a un fattore di rischio su indici ammissibili come una singola sensibilità rispetto all’indice ammissibile sottostante. Se il 75 % delle componenti di un indice ammissibile è assegnato allo stesso settore di cui agli articoli 383 septdecies, 383 vicies e 383 tervicies, l’ente assegna l’indice ammissibile a quello stesso settore. In caso contrario, l’ente assegna la sensibilità alla categoria di indici ammissibili applicabile.
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Articolo 383 ter 5.
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Le sensibilità ponderate del CVA aggregato e del valore di mercato di tutte le coperture ammissibili a ciascun fattore di rischio sono calcolate moltiplicando le rispettive sensibilità nette per il fattore di ponderazione del rischio corrispondente, secondo le formule seguenti:
dove:
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k
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= l’indice che rappresenta il fattore di rischio k;
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= la sensibilità ponderata del CVA aggregato al fattore di rischio k;
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RWk
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= il fattore di ponderazione del rischio applicabile al fattore di rischio k;
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= la sensibilità netta del CVA aggregato al fattore di rischio k;
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= la sensibilità ponderata del valore di mercato di tutte le coperture ammissibili nel portafoglio CVA al fattore di rischio k;
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= la sensibilità netta del valore di mercato di tutte le coperture ammissibili nel portafoglio CVA al fattore di rischio k.
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Articolo 383 ter 6.
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Gli enti calcolano la sensibilità ponderata netta WSk
del portafoglio CVA al fattore di rischio k secondo la formula seguente:
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Articolo 383 ter 7.
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Le sensibilità ponderate nette all’interno della stessa categoria sono aggregate secondo la formula seguente, utilizzando le correlazioni corrispondenti ρkl
alle sensibilità ponderate all’interno della stessa categoria di cui agli articoli 383 terdecies, 383 unvicies e 383 octodecies che danno luogo alla sensibilità specifica per categoria Kb
:
dove:
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Kb
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= la sensibilità specifica per categoria della categoria b;
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WSk
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= le sensibilità ponderate nette;
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ρkl
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= i corrispondenti parametri di correlazione infracategoria;
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R
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= il parametro di limitazione della copertura pari a 0,01 .
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Articolo 383 ter 8.
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La sensibilità specifica per categoria è calcolata conformemente ai paragrafi 5, 6 e 7 per ciascuna categoria all’interno di una classe di rischio. Una volta che la sensibilità specifica per categoria è stata calcolata per tutte le categorie, le sensibilità ponderate a tutti i fattori di rischio nelle diverse categorie sono aggregate secondo la formula indicata di seguito, utilizzando le corrispondenti correlazioni γbc
per le sensibilità ponderate nelle diverse categorie di cui agli articoli 383 terdecies, 383 sexdecies, 383 novodecies, 383 duovicies, 383 quatervicies e 383 septvicies, dando luogo a requisiti di fondi propri specifici per classe di rischio per il rischio delta o vega:
dove:
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mCVA
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= un fattore moltiplicatore pari a 1; l’autorità competente può aumentare il valore di mCVA
se il modello del CVA regolamentare dell’ente presenta carenze che impediscono l’adeguata misurazione dei requisiti di fondi propri per il rischio di CVA;
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Kb
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= la sensibilità specifica per categoria della categoria b;
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γbc
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= il parametro di correlazione tra le categorie b e c;
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per tutti i fattori di rischio nella categoria b;
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|
per tutti i fattori di rischio nella categoria c.
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1.1 Riferimenti
1.2 Requisiti identificati
1.3 Standard correlati
2. Requisiti identificati
Requisiti
| Fonte |
Requisito |
3. Standard correlati
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