+109. Gli enti di grandi dimensioni dovrebbero assicurare che i rispettivi piani includano almeno …

109. Gli enti di grandi dimensioni dovrebbero assicurare che i rispettivi piani includano almeno …

Gli enti di grandi dimensioni dovrebbero assicurare che i rispettivi piani includano almeno gli aspetti seguenti:

  • a. obiettivi strategici e contenuti dei piani:
i.obiettivo breve, complessivastrategico generale di alto livello per fronteggiare i rischi ESG nel medio e lungo termine, in linea con la strategia aziendale e la propensione al rischio;
ii.una garantire coerenzaserie completa di obiettivi a lungo termine con traguardi intermedi per la resilienza del modello di business ai rischi ESG, compresa la della struttura di business e dei ricavi con tali traguardi;
iii.le comprensione selezione conclusioni dei analisiipotesi chiave, i dati e le informazioni di base pertinenti per la degli obiettivi e dei traguardi degli enti, compresa la dello scenario o degli scenari centrali o di riferimento e le degli enti derivanti dai risultati delle valutazioni della rilevanza rischi ESG, delle valutazioni dell’allineamento del portafoglio e di altre degli scenari;
  • b. obiettivi e metriche:
i.gli derivanti normativi più utilizzate conseguimentoobiettivi quantitativi fissati per affrontare i rischi ESG, compresi quelli dal processo di adeguamento verso gli obiettivi giuridici e di sostenibilità delle giurisdizioni in cui l’ente opera e le tendenze generali della transizione verso un’economia sostenibile, e le metriche per monitorare i rischi ESG e i progressi compiuti nel degli obiettivi;
ii.i attività metriche delle dimensione valutazioneportafogli, i settori, le classi di attivi, le linee di business e, se del caso, le economiche (ossia singole tecnologie) coperte dagli obiettivi e dalle di monitoraggio, assicurando che il perimetro degli obiettivi e metriche tenga sufficientemente conto della natura, della e della complessità dell’attività dell’ente e della sua della rilevanza dei rischi ESG;
iii.orizzontitemporali ai quali si applicano gli obiettivi e le metriche;
  • c. governance:
i.la la l’aggiornamento superioristruttura di governance dei piani, compresi i ruoli e le responsabilità per formulazione, l’approvazione, l’attuazione, il monitoraggio e del piano, comprese le fasi di attivazione dei livelli di intervento in caso di scostamenti dagli obiettivi;
ii.le abilità compresemisure relative alla capacità e alle risorse per garantire conoscenze, e competenze adeguate ai fini di un’efficace attuazione del piano, le formazioni in materia di rischi ESG e la cultura del rischio;
iii.le deipolitiche e le prassi di remunerazione per promuovere una sana gestione rischi ESG in linea con gli obiettivi e la propensione al rischio dell’ente;
iv.idati e i sistemi utilizzati per il processo di pianificazione della transizione;
  • d. strategia di attuazione:
i.panoramica pianificate per incorpora complessivo sull’efficacia all’obiettivodelle misure di breve, medio e lungo termine adottate o nell’ambito delle attività e dei processi bancari fondamentali conseguire gli obiettivi del piano, compreso il modo in cui l’ente gli obiettivi del piano nel proprio processo decisionale e nel quadro di gestione dei rischi, integrato da informazioni osservata o sul contributo stimato di ciascuna misura o agli obiettivi pertinenti;
ii.adattamenti finanziario relative geografica;alle politiche e alle procedure relative alle categorie di rischio e alle politiche di prestito e di investimento e alle condizioni alle principali attività economiche, ai settori e alla posizione
iii.modifiche sostenereintrodotte al mix e ai prezzi dei servizi e dei prodotti per l’attuazione del piano;
iv.investimenti strategia rischi sostenibilità nelle commisuratee ripartizione strategica del portafoglio a sostegno della aziendale e della propensione al rischio dell’ente in relazione ai ESG, comprese le informazioni sui prodotti e servizi legati alla e alla transizione e sul modo in cui eventuali cambiamenti scelte strategiche di finanziamento sono accompagnati da procedure di gestione dei rischi;
  • e. strategia di coinvolgimento:
i.le politiche di coinvolgimento delle controparti, comprese le informazioni sulla frequenza, l’ambito e gli obiettivi del coinvolgimento, i tipi di azioni potenziali e i processi o i criteri di attivazione dei livelli successivi di intervento;
ii.i processi, le metodologie e le metriche utilizzati per raccogliere e valutare le informazioni relative all’esposizione ai rischi ESG e all’allineamento delle controparti con gli obiettivi e la propensione al rischio dell’ente;
iii.i risultati delle prassi di coinvolgimento, compresa una panoramica dell’adattabilità e della resilienza delle controparti alla transizione verso un’economia più sostenibile.

1. Panoramica

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Titolo Regolamentazione

1.1 Riferimenti

1.2 Requisiti identificati

1.3 Standard correlati

2. Requisiti identificati

Requisiti
Fonte Requisito

3. Standard correlati

Standard
Fonte Requisito
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