+3. Posizione di liquidità
---+23. Ai sensi dell’articolo 32, paragrafo 4, lettere a) e c), della direttiva 2014/59/UE, un ente …
---+24. L’accertamento del fatto che l’ente rischia di non soddisfare i requisiti regolamentari in …
---+25. Ulteriori elementi che dovrebbero essere considerati, se pertinenti alle caratteristiche …

3. Posizione di liquidità

3. Posizione di liquidità

1. Panoramica

,
Titolo Regolamentazione
23. Ai sensi dell’articolo 32, paragrafo 4, lettere a) e c), della direttiva 2014/59/UE, un ente …

Ai sensi dell’articolo 32, paragrafo 4, lettere a) e c), della direttiva 2014/59/UE, un ente dovrebbe essere considerato in dissesto o a rischio di dissesto se vi sono elementi oggettivi a sostegno dell’accertamento che nel prossimo futuro:

  • - violerà i requisiti regolamentari in materia di liquidità, inclusi i requisiti imposti ai sensi dell’articolo 105 della direttiva 2013/36/UE, per il mantenimento dell’autorizzazione in modo tale da giustificare la revoca dell’autorizzazione da parte dell’autorità competente; o
  • - non sarà in grado di pagare i propri debiti o altre passività in scadenza.
24. L’accertamento del fatto che l’ente rischia di non soddisfare i requisiti regolamentari in …

L’accertamento del fatto che l’ente rischia di non soddisfare i requisiti regolamentari in materia di liquidità o di non pagare i propri debiti o altre passività in scadenza dovrebbe basarsi su elementi oggettivi, fra cui:

  • a. significativi sviluppi negativi che interessano l’evoluzione della posizione di liquidità dell’ente e la sostenibilità del suo profilo di funding, nonché la sua conformità con i requisiti minimi in materia di liquidità come previsti dal regolamento (UE) n. 575/2013, e con i requisiti aggiuntivi prescritti stabiliti ai sensi dell’articolo 105 del medesimo regolamento o con i requisiti minimi in materia di liquidità previsti dalla normativa nazionale;
  • b. significativa evoluzione negativa non temporanea della riserva di liquidità dell’ente (liquidity buffer) e della sua capacità di far fronte al proprio fabbisogno di liquidità (counterbalancing capacity). La valutazione delle dinamiche della counterbalancing capacity dovrebbe prendere in considerazione, se del caso:
  • - gli afflussi di liquidità altamente probabili, comprese le linee di credito e di liquidità irrevocabili ricevute (received committed credit and liquidity lines);
  • - eventuali afflussi contrattuali previsti;
  • - la capacità di rinnovare il funding (fra cui scadenze e tipo di strumenti del nuovo finanziamento);
  • - l’accesso a fonti di finanziamento a lungo termine;
  • - una riduzione straordinaria e di notevole entità o una cessazione delle linee di liquidità da parte delle controparti;
  • c. un aumento non temporaneo per l’ente dei costi di funding, che si attestano a un livello non sostenibile, determinato in particolare da un aumento dei costi (per esempio rilevati nei differenziali) dei finanziamenti garantiti e non garantiti rispetto a enti comparabili;
  • d. una significativa evoluzione negativa degli obblighi correnti e futuri dell’ente. La valutazione dell’evoluzione degli obblighi dell’ente dovrebbe considerare, se del caso:
  • - deflussi di liquidità attesi ed eccezionali, fra cui le richieste da parte di controparti dell’ente di margini (margin calls) e/o il rimborso anticipato (early redemption) delle passività, e segnali emergenti di potenziali assalti agli sportelli (bank run);
  • - requisiti di collateral (collateral requirements) previste ed eccezionali , così come l’evoluzione degli scarti di valore (haircut) sulle garanzie reali delle controparti centrali e di altre controparti;
  • - tutti gli obblighi potenziali, inclusi quelli derivanti dalle linee di credito e di liquidità concesse;
  • e. la posizione dell’ente nei sistemi di pagamento, compensazione e regolamento e qualsiasi segnale che indichi che l’ente sta avendo difficoltà ad adempiere ai propri obblighi, fra cui l’esecuzione di pagamenti nell’ambito dei sistemi di pagamento, compensazione e regolamento; o
  • f. sviluppi che rischiano di danneggiare gravemente la reputazione dell’ente, in particolare significativi declassamenti del rating da parte di una o più agenzie di rating se conducono a deflussi sostanziali o all’incapacità di rinnovare il funding o all’attivazione di clausole contrattuali (contractual triggers) basate sui rating esterni.
25. Ulteriori elementi che dovrebbero essere considerati, se pertinenti alle caratteristiche …

Ulteriori elementi che dovrebbero essere considerati, se pertinenti alle caratteristiche dell’ente, includono:

  • a. significativi sviluppi negativi del contesto macroeconomico che potrebbero compromettere la posizione patrimoniale e la sostenibilità economica dell’ente, compresi gli sviluppi nei tassi di interesse, nel valore degli immobili o nella crescita economica. Tali sviluppi dovrebbero avere un impatto significativamente negativo, diretto o indiretto, sulla posizione di liquidità dell’ente; o
  • b. un significativo deterioramento della percezione di un ente da parte del mercato, che è rivelato da segnali di un deterioramento non temporaneo dell’evoluzione assoluta e relativa di indicatori di mercato fra cui, se disponibili, indicatori basati sul patrimonio netto (per esempio il prezzo delle azioni e il rapporto tra il valore contabile e il valore di mercato del patrimonio netto (share price and book-to-market equity ratio) o indicatori basati sul debito (per esempio i credit default swap e i differenziali sul debito subordinato (subordinated debt spreads)), che indicano che un ente può incorrere in perdite o avere problemi di liquidità che potrebbero comprometterne la sostenibilità economica.

1.1 Riferimenti

1.2 Requisiti identificati

1.3 Standard correlati

2. Requisiti identificati

Requisiti
Fonte Requisito

3. Standard correlati

Standard
Fonte Requisito
  • EBA - Published by the European Banking Authority at https://www.eba.europa.eu/