+Articolo 26 Test avanzati di strumenti, sistemi e processi di TIC basati su test di penetrazione guidati dalla minaccia (TLPT)
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Articolo 26 Test avanzati di strumenti, sistemi e processi di TIC basati su test di penetrazione guidati dalla minaccia (TLPT)

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1. Panoramica

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Titolo Regolamentazione
Articolo 26 1

1.   Le entità finanziarie, diverse dalle entità di cui all’articolo 16, paragrafo 1, primo comma, e dalle microimprese, che sono identificate conformemente al paragrafo 8, terzo comma, del presente articolo, effettuano test avanzati sotto forma di test di penetrazione basati su minacce con cadenza almeno triennale. Sulla base del profilo di rischio dell’entità finanziaria e tenuto conto delle circostanze operative, l’autorità competente può, se necessario, chiedere all’entità finanziaria di ridurre o aumentare tale frequenza.

Articolo 26 2

2.   Ciascun test di penetrazione guidato dalla minaccia riguarda alcune o tutte le funzioni essenziali o importanti dell’entità finanziaria ed è effettuato sui sistemi attivi di produzione a supporto di tali funzioni.

Le entità finanziarie identificano tutti i sistemi, i processi e le tecnologie TIC sottostanti a supporto delle funzioni essenziali o importanti e tutti i pertinenti servizi TIC, compresi quelli a supporto di funzioni essenziali o importanti che sono stati esternalizzate o appaltate a fornitori terzi di servizi TIC.

Le entità finanziarie valutano quali funzioni essenziali o importanti debbano essere interessate dai TLPT. Il risultato della valutazione determina il preciso ambito di applicazione dei TLPT ed è convalidato dalle autorità competenti.

Articolo 26 3

3.   Qualora i fornitori terzi di servizi TIC rientrino nell’ambito di applicazione dei TLPT, l’entità finanziaria adotta le misure e le salvaguardie necessarie per garantire la partecipazione di tali fornitori terzi di servizi TIC ai TLPT ed è sempre pienamente responsabile di garantire il rispetto del presente regolamento.

Articolo 26 4

4.   Fatto salvo il paragrafo 2, primo e secondo comma, laddove si ritiene ragionevolmente che la partecipazione di un fornitore terzo di servizi TIC ai TLPT di cui al paragrafo 3 possa avere un impatto avverso sulla qualità o la sicurezza dei servizi offerti dal fornitore terzo di servizi TIC a clienti che sono entità non rientranti nell’ambito di applicazione del presente regolamento, ovvero sulla riservatezza dei dati relativi a tali servizi, l’entità finanziaria e il fornitore terzo di servizi TIC possono concordare per iscritto che il fornitore terzo di servizi TIC stipuli direttamente accordi contrattuali con un soggetto incaricato dello svolgimento dei test esterno, allo scopo di condurre, sotto la direzione di un’entità finanziaria designata, un TLPT congiunto che coinvolga diverse entità finanziarie (pooled testing) a cui il fornitore terzo di servizi TIC fornisce tali servizi.

Detto test congiunto riguarda la pertinente gamma di servizi TIC a supporto delle funzioni essenziali o importanti appaltate dalle entità finanziarie al rispettivo fornitore terzo di servizi TIC. I test congiunti sono considerati TLPT effettuati dalle entità finanziarie che partecipano ai test congiunti.

Il numero di entità finanziarie che partecipano ai test congiunti è debitamente calibrato tenendo conto della complessità e dei tipi di servizi interessati.

Articolo 26 5

5.   Le entità finanziarie, cooperando con i fornitori terzi di servizi TIC e altre parti coinvolte, inclusi i soggetti incaricati dello svolgimento dei test ma escluse le autorità competenti, applicano efficaci controlli di gestione del rischio per attenuare i rischi di potenziali impatti sui dati, danni alle attività e perturbazioni delle funzioni essenziali o importanti, delle operazioni o dei servizi delle entità finanziarie, delle loro controparti o del settore finanziario.

Articolo 26 6

6.   Alla fine dei test, dopo che le relazioni e i piani correttivi siano stati concordati, l’entità finanziaria e, ove applicabile, i soggetti incaricato dello svolgimento dei test esterni trasmettono all’autorità, designata conformemente al paragrafo 9 o 10, una sintesi delle pertinenti risultanze, i piani correttivi e la documentazione attestante che i TLPT sono stati svolti conformemente ai requisiti.

Articolo 26 7

7.   Le autorità forniscono alle entità finanziarie un attestato che conferma che i test sono stati svolti conformemente ai requisiti, come si evince dalla documentazione, in modo da consentire il riconoscimento reciproco dei TLPT tra le autorità competenti. L’entità finanziaria notifica all’autorità competente interessata l’attestato, la sintesi delle pertinenti risultanze e i piani correttivi.

Fatto salvo tale attestato, le entità finanziarie rimangono sempre pienamente responsabili degli impatti dei test di cui al paragrafo 4.

Articolo 26 8

8.   Per l’effettuazione dei TLPT, le entità finanziarie si avvalgono di soggetti incaricati dello svolgimento dei test in conformità dell’articolo 27. Quando ricorrono a soggetti incaricati dello svolgimento dei test interni per l’effettuazione di TLPT, le entità finanziarie si avvalgono di un soggetto incaricato dello svolgimento dei test esterno ogni tre test.

Gli enti creditizi classificati come significativi a norma dell’articolo 6, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 1024/2013, ricorrono esclusivamente a soggetto incaricato dello svolgimento dei test esterni conformemente all’articolo 27, paragrafo 1, lettere da a) a e).

Le autorità competenti identificano le entità finanziarie che hanno l’obbligo di svolgere TLPT tenendo conto dei criteri di cui all’articolo 4, paragrafo 2, sulla base della valutazione degli elementi seguenti:

a)

i fattori correlati all’impatto, in particolare la portata dell’impatto sul settore finanziario dei servizi forniti e delle attività svolte dall’entità finanziaria;

b)

i possibili problemi di stabilità finanziaria, tra cui il carattere sistemico dell’entità finanziaria a livello di Unione o nazionale, a seconda dei casi;

c)

lo specifico profilo dei rischi informatici, il livello di maturità delle TIC dell’entità finanziaria o le caratteristiche tecnologiche in questione.

Articolo 26 9

9.   Gli Stati membri possono designare un’autorità pubblica unica nel settore finanziario responsabile delle questioni relative ai TLPT nel settore finanziario a livello nazionale e le affidano tutte le competenze e tutti i compiti a tal fine.

Articolo 26 10

10.   In assenza di una designazione a norma del paragrafo 9 del presente articolo e fatto salvo il potere di identificare le entità finanziarie tenute a svolgere TLPT, un’autorità competente può delegare l’esercizio di alcuni o di tutti i compiti di cui al presente articolo e all’articolo 27 a un’altra autorità nazionale nel settore finanziario.

Articolo 26 11

11.   Di concerto con la BCE, le AEV elaborano progetti di norme tecniche di regolamentazione comuni conformemente al quadro di riferimento TIBER-EU al fine di specificare ulteriormente quanto segue:

a)

i criteri utilizzati ai fini dell’applicazione del paragrafo 8, secondo comma;

b)

i requisiti e le norme che disciplinano il ricorso a soggetto incaricato dello svolgimento dei test interni;

c)

i requisiti concernenti:

i)

l’ambito dei TLPT di cui al paragrafo 2;

ii)

l’approccio e la metodologia da seguire per i test in ciascuna fase del relativo processo;

iii)

i risultati, la chiusura e le fasi correttive dei test;

d)

il tipo di cooperazione di vigilanza e altri tipi di cooperazione pertinenti necessari per svolgere i TLPT e per la facilitazione del riconoscimento reciproco di tali test, nel contesto di entità finanziarie che operano in più di uno Stato membro, al fine di consentire un livello adeguato di partecipazione alla vigilanza, nonché un’attuazione flessibile per tener conto delle specificità dei sottosettori finanziari o dei mercati finanziari locali.

All’ atto dell’elaborazione di tali progetti di norme tecniche di regolamentazione, le AEV tengono debitamente conto di eventuali caratteristiche specifiche derivanti dalla natura distinta delle attività nei diversi settori dei servizi finanziari.

Le AEV presentano tali progetti di norme tecniche di regolamentazione alla Commissione entro il 17 luglio 2024.

Alla Commissione è delegato il potere di integrare il presente regolamento, adottando le norme tecniche di regolamentazione di cui al primo comma in conformità degli articoli da 10 a 14 dei regolamenti (UE) n. 1093/2010, (UE) n. 1094/2010 o (UE) n. 1095/2010.

1.1 Riferimenti

1.2 Requisiti identificati

1.3 Standard correlati

2. Requisiti identificati

Requisiti
Fonte Requisito

3. Standard correlati

Standard
Fonte Requisito
SCF Penetration Testing

Description

Mechanisms exist to conduct penetration testing on Technology Assets, Applications and/or Services (TAAS).

Possible Solutions & Considerations

Micro-Small Business (<10 staff) / BLS Firm Size Classes 1-2

∙ Annual external vulnerability scan; penetration test when required by customers/contracts

Small Business (10-49 staff) / BLS Firm Size Classes 3-4

∙ Annual penetration test by qualified tester

Medium Business (50-249 staff) / BLS Firm Size Classes 5-6

∙ Annual penetration test by qualified third-party tester

Large Business (250-999 staff) / BLS Firm Size Classes 7-8

∙ Enterprise penetration testing program
∙ Annual external and internal pen tests

Enterprise (> 1,000 staff) / BLS Firm Size Class 9

∙ Enterprise penetration testing program
∙ Annual and event-driven pen tests
∙ Red team exercises
∙ Purple teaming

SCR-CMM

Level 0 Not Performed

Practices are non-existent, based on the inability to demonstrate an implemented and operational capability. A reasonable person would conclude the control is not being performed.

Level 1 Performed Informally

Vulnerability & Patch Management (VPM) domain capabilities are ad hoc and inconsistent. Capability criteria associated with this control may include:
▪ Policies, standards & procedures associated with VPM domain capabilities provide limited coverage due to the depth and breadth of the existing documentation.
▪ Attack Surface Management (ASM)-related activities are decentralized (e.g., a localized/regionalized function) and uses non-standardized methods to implement secure, resilient and compliant practices.

Level 2 Planned Tracked

Vulnerability & Patch Management (VPM) capabilities are requirements-driven, but are not standardized across the entity (e.g., local/regional level consistency). Capability criteria associated with this control reasonably expect the following criteria to exist:
▪ Policies and standards associated with VPM domain capabilities are formally documented and centrally-managed by the entity.
▪ Standardized Operating Procedures (SOP) associated with VPM domain capabilities are documented and maintained by process owners.
▪ IT and/or cybersecurity personnel work with business stakeholders and process owners to appropriately scope and reasonably implement cybersecurity and data protection controls associated with VPM domain capabilities to address applicable statutory, regulatory and/or contractual requirements for Technology Assets, Applications, Services and/or Data (TAASD).
▪ Vulnerability management-related controls are primarily administrative and preventative in nature (e.g., policies, standards and procedures & guidelines).
▪ Vulnerability management may be a defined function (e.g., team or department) or assigned as an additional duty to existing IT and/or cybersecurity personnel.
▪ IT and/or cybersecurity personnel, or contracted professionals, conduct annual penetration testing on network segments hosting High Value Assets (HVAs).

Level 3 Well Defined

Vulnerability & Patch Management (VPM) capabilities are standardized across the entity for applicability to People, Processes, Technologies, Data and/or Facilities (PPTDF) to ensure consistency for Technology Assets, Applications, Services and/or Data (TAASD). Capability criteria associated with this control reasonably expect the following criteria to exist:
▪ Policies and standards associated with VPM domain capabilities are formally documented and centrally-managed by the entity's Governance, Risk & Compliance (GRC) team, or similar function.
▪ Standardized Operating Procedures (SOP) associated with VPM domain capabilities are well-documented and kept current by process owners.
▪ A vulnerability management team, or similar function, is appropriately staffed and supported to implement and maintain VPM domain capabilities.
▪ Technology is leveraged to enhance the efficiency and accuracy of vulnerability management operations (e.g., patch management solution and vulnerability scanning solution).
▪ The entity's Governance, Risk & Compliance (GRC) team, or similar function, works with business stakeholders and process owners to appropriately scope and reasonably implement cybersecurity and data protection controls associated with VPM domain capabilities to address Minimum Compliance Requirements (MCR) (e.g., applicable statutory, regulatory and/or contractual requirements) and Discretionary Security Requirements (DSR) (e.g., entity-required controls).
▪ An implemented and operational capability exists to conduct penetration testing on Technology Assets, Applications and/or Services (TAAS).

Level 4 Quantitatively Controlled

Vulnerability & Patch Management (VPM) capabilities, in addition to being standardized across the entity and centrally managed to ensure consistency across Technology Assets, Applications, Services and/or Data (TAASD), efforts are metrics driven to provide sufficient insight for decision makers to predict optimal performance, ensure continued operations and/or identify areas for improvement. Capability criteria associated with this control reasonably expect the following criteria to exist:
▪ Applicable SCR-CMM Level 3 (Well Defined) capabilities are implemented and operational.
▪ Metrics reporting includes quantitative analysis of Key Performance Indicators (KPIs).
▪ Metrics reporting includes quantitative analysis of Key Risk Indicators (KRIs).
▪ Scope of metrics, KPIs and KRIs covers organization-wide cybersecurity and data protection controls, including functions performed by third-parties.
▪ Organizational leadership maintains a formal process to objectively review and respond to metrics, KPIs and KRIs (e.g., monthly or quarterly review).
▪ Based on metrics analysis, process improvement recommendations are submitted for review and are handled in accordance with change control processes.
▪ Business and technical stakeholders are involved in reviewing and approving proposed changes to evolve capabilities.

Level 5 Continuously Improving

Utilize SCR-CMM Level 3 or Level 4 (if available) criteria definitions:
▪ There are no defined Level 5 criteria, since it is reasonable to assume a continuously-improving process is not necessary to operationalize this control.
▪ Level 5 capabilities should be considered “world-class” where the control builds on Level 4 capabilities, but are continuously improving through Artificial Intelligence (AI) and/or Machine Learning (ML) technologies.
▪ While it may be possible to develop responsive capabilities for this control through the use of AI and/or ML technologies, the criteria would be organization-specific to define.