+33. Metodologie adeguate per la valutazione del rischio di credito e il calcolo del livello dei …

33. Metodologie adeguate per la valutazione del rischio di credito e il calcolo del livello dei …

Metodologie adeguate per la valutazione del rischio di credito e il calcolo del livello dei fondi di accantonamento (soggette al tipo di esposizione, ad esempio al dettaglio o all’ingrosso) dovrebbero, in particolare:

  • a. includere un processo robusto, progettato per dotare l’ente creditizio della capacità di individuare livello, natura e determinanti del rischio di credito, al momento della rilevazione iniziale dell’esposizione creditizia, per assicurare che eventuali modifiche al rischio di credito possano essere individuate e quantificate;
  • b. includere criteri per tenere debitamente conto dell’impatto delle informazioni prospettiche, inclusi i fattori macroeconomici. Indipendentemente dal fatto che la valutazione del rischio di credito sia condotta su base collettiva o individuale, un ente creditizio dovrebbe essere in grado di dimostrare che tale considerazione è stata effettuata al fine di evitare ritardi nella rilevazione delle perdite attese su crediti. Tali criteri dovrebbero portare all’individuazione di fattori che incidono sul rimborso, sia in relazione a incentivi, disponibilità o capacità del prenditore di adempiere agli obblighi contrattuali, sia in relazione a termini e condizioni dell’esposizione creditizia. I fattori economici considerati (quali i tassi di disoccupazione o di occupazione) dovrebbero essere rilevanti ai fini della valutazione e, a seconda delle circostanze, ciò può verificarsi a livello internazionale, nazionale, regionale o locale;
  • c. per le esposizioni valutate collettivamente, includere una descrizione della motivazione alla base del raggruppamento di portafogli di esposizioni con caratteristiche di rischio di credito comuni;
  • d. individuare e documentare i metodi di valutazione e calcolo relativi alle perdite attese su crediti (quali metodo di tasso di perdita, metodo di probabilità di default (PD)/perdita in caso di default (LGD) o altro metodo) da applicare a ciascuna esposizione o portafoglio;
  • e. documentare le ragioni per cui il metodo selezionato è ritenuto appropriato, soprattutto se vengono applicati diversi metodi di misurazione delle perdite attese su crediti a diversi portafogli e tipi di esposizioni individuali. Gli enti creditizi dovrebbero essere in grado di indicare alle autorità competenti la motivazione di eventuali modifiche al metodo di calcolo (ad esempio, il passaggio da un metodo di tasso di perdita a un metodo PD/LGD) e gli impatti significativi di tali modifiche;
  • f. documentare:
  • i. input, dati e ipotesi utilizzati nel processo di stima dei fondi di accantonamento, quali tassi di perdita storici, stime di PD/LGD e previsioni economiche;
  • ii. come viene determinata la durata di un’esposizione o di un portafoglio (compreso il modo in cui sono stati considerati default e pagamenti anticipati attesi);
  • iii. il periodo di tempo in cui vengono valutate le perdite storiche;
  • iv. eventuali rettifiche necessarie per la stima delle perdite attese su crediti, conformemente al quadro contabile applicabile. Ad esempio, se le condizioni economiche attuali e previste sono diverse da quelle del periodo di stima storico utilizzato, si dovrebbero apportare rettifiche in linea con le suddette differenze. Inoltre, un ente creditizio può aver registrato poche o nessuna perdita effettiva nel periodo storico analizzato; tuttavia, le condizioni attuali o previste possono differire dalle condizioni di cui al periodo storico e dovrebbe essere valutato l’impatto di tali modifiche sulle perdite attese su crediti;
  • g. includere un processo di valutazione dell’adeguatezza di ipotesi e input significativi rispetto al metodo di calcolo scelto per le perdite attese su crediti. La base degli input e delle ipotesi utilizzati nel processo di stima dei fondi di accantonamento dovrebbe generalmente essere coerente da periodo a periodo. Laddove gli input e le ipotesi o la base degli stessi cambino, la motivazione dovrebbe essere documentata;
  • h. individuare le situazioni che generalmente portano a modifiche dei metodi di calcolo delle perdite attese su crediti, degli input o delle ipotesi da periodo a periodo (ad esempio, un ente creditizio può dichiarare che un finanziamento precedentemente valutato su base collettiva utilizzando un metodo PD/LGD può essere rimosso ed essere valutato individualmente utilizzando il metodo dell’attualizzazione dei flussi di cassa a seguito della ricezione di nuove informazioni relative al prenditore, come ad esempio la perdita di occupazione);
  • i. considerare i fattori interni ed esterni pertinenti che possono influenzare le stime delle perdite attese su crediti, quali criteri di concessione del credito applicati a un’esposizione creditizia all’erogazione e i cambiamenti relativi a fattori industriali, geografici, economici e politici;
  • j. analizzare come sono determinate le stime delle perdite attese su crediti (ad esempio, analisi delle migrazioni o dei tassi storici di perdita come punto di partenza, adeguate sulla base delle informazioni relative alle condizioni attuali e previste). Nell’effettuare una stima delle perdite attese su crediti, un ente creditizio dovrebbe avere una visione imparziale delle incertezze e dei rischi relativi alle sue attività di finanziamento;
  • k. individuare i fattori considerati per stabilire opportuni periodi storici nei quali valutare le perdite storiche. Un ente creditizio dovrebbe conservare un quantitativo sufficiente di dati relativi alle perdite storiche per fornire un’analisi significativa delle proprie perdite su crediti storiche, da utilizzarsi come punto di partenza per valutare il livello dei fondi di accantonamento su base collettiva o individuale;
  • l. determinare la misura in cui il valore delle garanzie reali e di altre attenuazioni del rischio di credito influenzi le perdite attese su crediti;
  • m. delineare le politiche e le procedure dell’ente creditizio rispetto a cancellazioni e recuperi;
  • n. richiedere che analisi, stime, revisioni e altre attività/processi che influenzano o derivano dal processo di valutazione e calcolo del rischio di credito siano eseguiti da personale competente e ben addestrato nonché approvati da personale indipendente rispetto alle attività di concessione del credito dell’ente creditizio. Tali input e output da parte delle suddette funzioni dovrebbero essere ben documentati e la documentazione dovrebbe includere spiegazioni chiare a supporto di analisi, stime e revisioni;
  • o. documentare i metodi utilizzati per la convalida dei modelli per il calcolo delle perdite attese su crediti (ad esempio i test retrospettivi);
  • p. assicurare che le stime relative alle perdite attese su crediti incorporino in modo appropriato informazioni prospettiche, compresi fattori macroeconomici, che non siano già state incluse in fondi di accantonamento calcolati sulla base di un’esposizione individuale. Ciò può richiedere che i responsabili facciano ricorso alla propria esperienza valutativa in materia di credito per considerare le tendenze più ampie dell’intero portafoglio crediti, delle modifiche del modello di business dell’ente creditizio, dei fattori macroeconomici ecc.; e
  • q. richiedere un processo per valutare l’adeguatezza generale dei fondi di accantonamento in conformità del relativo quadro contabile, compresa una revisione regolare dei modelli delle perdite attese su crediti.

1. Panoramica

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Titolo Regolamentazione

1.1 Riferimenti

1.2 Requisiti identificati

1.3 Standard correlati

2. Requisiti identificati

Requisiti
Fonte Requisito

3. Standard correlati

Standard
Fonte Requisito
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